
Fisioterapista Gomito, Polso e Mano Milano | Dott. Stefano Diprè
Gomito, polso e mano lavorano come un’unica catena funzionale: quello che facciamo con le mani — digitare, sollevare, afferrare, scrivere, allenarci — passa sempre attraverso questi tre segmenti. Per questo li tratto come un unico distretto: un problema al polso può nascere da uno squilibrio del gomito o della spalla, e un fastidio alla mano può essere il segnale di una compressione nervosa che origina molto più in alto, fino al collo.
Se avverti dolore quando afferri un oggetto, fatichi a ruotare il polso, senti formicolio alle dita di notte, oppure hai avuto un trauma (caduta, distorsione, frattura) e non hai più recuperato la piena funzionalità, è il momento di una valutazione specialistica.
Un distretto, una Catena Funzionale
L’avambraccio contiene i muscoli che muovono polso e dita, ma le loro origini sono al gomito. Questo significa che un sovraccarico ripetuto alla mano (una tastiera, una racchetta, un attrezzo da lavoro) si scarica prima di tutto sui tendini che originano dal gomito — da qui la frequenza di epicondiliti ed epitrocleiti in chi ha problemi “alla mano”. Allo stesso modo, nervi come il mediano, l’ulnare e il radiale percorrono tutto il braccio: una loro compressione può avvenire a livello del collo, della spalla, del gomito o del polso, e i sintomi alla mano (formicolio, debolezza) sono spesso solo l’ultima tappa di un problema che nasce altrove.
Quando rivolgersi a un Fisioterapista per Gomito, Polso e Mano
- dolore che compare con movimenti ripetitivi (lavoro al computer, sport da racchetta, sollevamento pesi, lavori manuali)
- formicolio o intorpidimento alle dita, soprattutto notturno
- difficoltà ad afferrare, stringere o sollevare oggetti
- dolore dopo un trauma (caduta sulla mano tesa, distorsione del polso)
- riabilitazione post-chirurgica (tunnel carpale, frattura, ricostruzione legamentosa)
- rigidità post-gessatura o post-immobilizzazione prolungata
- dolore alla base del pollice, tipico di neo-genitori o forti utilizzatori di smartphone

Le patologie più Frequenti
Gomito
- Epicondilite laterale (“gomito del tennista”) — dolore sulla parte esterna del gomito, aggravato dalla presa e dall’estensione del polso
- Epitrocleite mediale (“gomito del golfista”) — dolore sulla parte interna, comune anche in sollevatori pesi e lavoratori manuali
- Lussazione del gomito e instabilità post-traumatica
- Sindrome del tunnel cubitale (compressione del nervo ulnare al gomito)
- Borsite olecranica
- Riabilitazione post-frattura del gomito (radio, ulna, omero distale)
- Frattura di Goyrand-Smith
Polso
- Sindrome del tunnel carpale — compressione del nervo mediano, con formicolio e debolezza della mano
- Tenosinovite di De Quervain — dolore alla base del pollice
- Distorsioni e lesioni legamentose del polso (TFCC, legamento scafo-lunato)
- Frattura dello scafoide — la più comune tra le fratture del carpo, spesso sottovalutata dopo una caduta sulla mano tesa
- Riabilitazione post-frattura di polso (frattura di Colles e simili)
- Tendinopatie dei flessori/estensori del polso
Mano e dita
- Anatomia e riabilitazione dello scafoide della mano
- Rizoartrosi — artrosi dell’articolazione trapezio-metacarpale del pollice, frequente dopo i 50 anni
- Dito a scatto (tenosinovite stenosante)
- Morbo di Dupuytren
- Riabilitazione post-chirurgica della mano (tendini, legamenti, fratture delle dita)
- Lesione di Stener
Come si svolge la prima visita
- Anamnesi: attività lavorativa e sportiva, traumi pregressi, presenza di formicolii o alterazioni della sensibilità
- Valutazione funzionale: test specifici per epicondilite/epitrocleite, test di compressione nervosa (Tinel, Phalen per il tunnel carpale), valutazione della forza di presa
- Diagnosi differenziale: distinguere un problema locale (tendine, articolazione) da una compressione nervosa che origina a livello cervicale, del plesso brachiale o del gomito
- Primo intervento e indicazioni pratiche, incluse eventuali modifiche ergonomiche della postazione di lavoro
Il mio approccio
- Diagnosi differenziale accurata, elemento chiave in questo distretto per non trattare il sintomo nel punto sbagliato
- Gestione del carico e del dolore nella fase acuta
- Recupero di mobilità, forza di presa e destrezza fine, fondamentali per tornare al lavoro, allo sport o ai gesti quotidiani
- Mobilizzazione neurale, quando indicata, per le condizioni di compressione nervosa
- Educazione ergonomica, molto rilevante per chi lavora al computer o svolge attività manuali ripetitive
Perché scegliermi
Sono il dott. Stefano Diprè, fisioterapista OMPT, iscritto all’albo dei fisioterapisti, specializzato in riabilitazione ortopedica, traumatologica post-operatoria e sportiva. Ricevo su appuntamento nelle mie sedi di Milano ed è disponibile anche una consulenza fisioterapica online per chi non può spostarsi.
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Se soffri di dolore o limitazioni al gomito, al polso o alla mano e cerchi un fisioterapista specializzato a Milano, contattami per una valutazione mirata.
Domande frequenti
Il tunnel carpale si può curare senza intervento chirurgico? Nei casi lievi o moderati, un percorso fisioterapico mirato (mobilizzazione neurale, gestione del carico, eventuale tutore notturno) può ridurre significativamente i sintomi. Nei casi più avanzati, con perdita di forza o sensibilità marcata, l’intervento chirurgico va valutato con lo specialista.
Quanto tempo serve per guarire da un’epicondilite? I tempi variano molto in base alla cronicità del problema: da poche settimane per forme recenti, fino a diversi mesi per forme croniche, dove il tessuto tendineo ha subito una vera e propria degenerazione (tendinopatia) più che un’infiammazione acuta.
Dopo una frattura di polso, quando posso iniziare la fisioterapia? Generalmente dopo la rimozione del gesso o l’ok del chirurgo/ortopedico, con un percorso che parte dal recupero della mobilità articolare e prosegue con il rinforzo progressivo.
Il formicolio alle dita è sempre un problema del polso? No, può originare anche dal gomito, dal plesso brachiale o dal collo. Una valutazione differenziale accurata è essenziale prima di impostare qualsiasi trattamento.
La rizoartrosi richiede sempre l’intervento chirurgico? No, nelle fasi iniziali e moderate un percorso conservativo con esercizio terapeutico, eventuale tutore e gestione del carico può controllare efficacemente i sintomi per lungo tempo.