
Fisioterapista Anca Milano | Dott. Stefano Diprè — OMPT
Il dolore all’anca è spesso sottovalutato, o confuso con un problema lombare o muscolare, perché la zona coinvolta — inguine, gluteo, parte laterale della coscia — può ingannare anche chi ci convive da mesi. Se fai fatica ad allacciarti le scarpe, senti dolore quando ti alzi da seduto dopo essere stato fermo a lungo, zoppichi leggermente senza accorgertene, o hai un dolore laterale all’anca che peggiora sdraiandoti su quel fianco di notte, è il momento di una valutazione specialistica.
Perché l’anca fa male
L’anca è un’articolazione portante: sostiene il peso del corpo a ogni passo e collega il tronco agli arti inferiori. A differenza della spalla, la sua stabilità dipende molto dalla conformazione ossea (testa del femore nell’acetabolo), ma il dolore che nasce in quest’area può avere origini molto diverse tra loro: articolare (artrosi, conflitto femoro-acetabolare), tendineo (glutei, ileopsoas, adduttori), borsale, neurologico (nervo crurale, sciatico) o addirittura riferito dalla colonna lombare. Un malfunzionamento dell’anca si ripercuote quasi sempre anche su ginocchio, lombare e postura generale — motivo per cui una valutazione completa della catena cinetica è essenziale, non solo del punto dolente.
Quando rivolgersi a un fisioterapista per l’anca
- dolore inguinale, soprattutto durante la flessione dell’anca (salire in macchina, allacciare le scarpe, accovacciarsi)
- dolore laterale all’anca che peggiora di notte, sdraiati su quel lato
- zoppia, anche lieve, o senso di instabilità camminando
- rigidità mattutina che migliora muovendosi (possibile segno di artrosi d’anca)
- riabilitazione post-chirurgica (protesi d’anca, artroscopia)
- dolore da sovraccarico in corridori, ballerini, calciatori, praticanti di sport con cambi di direzione
- scatto doloroso o non doloroso all’anca durante il movimento (“anca a scatto”)

Le patologie più frequenti
Patologie articolari
- Coxartrosi bilaterale (artrosi dell’anca) — usura progressiva della cartilagine articolare, causa più comune di dolore d’anca dopo i 50 anni
- Calcificazione dell’anca — depositi di calcio nei tessuti periarticolari, spesso causa di dolore acuto
- Conflitto femoro-acetabolare (FAI) — contatto anomalo tra femore e bacino, frequente in giovani sportivi
- Lesione del labbro acetabolare
- Displasia dell’anca (esiti in età adulta)
Traumi e fratture
- Frattura della branca ischio-pubica — frattura da fragilità ossea molto comune negli anziani dopo una caduta
- Frattura pertrocanterica — tra le fratture di femore più frequenti nella popolazione anziana
Patologie tendinee e muscolari
- Tendinopatia dei glutei medio e piccolo — causa frequente di dolore laterale cronico, specialmente nelle donne over 40
- Borsite trocanterica / sindrome del dolore trocanterico laterale (vedi anche la borsite d’anca)
- Tendinopatia/infiammazione dell’ileopsoas / anca a scatto interna
- Pubalgia — dolore inguinale tipico di calciatori e sportivi con cambi di direzione frequenti
- Lesioni muscolari degli adduttori e degli ischiocrurali prossimali
Condizioni neurologiche
- Cruralgia e nervo crurale — dolore alla coscia anteriore da compressione nervosa
- Sindrome del piriforme — compressione del nervo sciatico a livello del gluteo profondo, con dolore che può irradiarsi alla gamba
- Meralgia parestesica (compressione del nervo cutaneo femorale laterale)
Post-chirurgico
- Riabilitazione post-protesi d’anca (anteriore, laterale, posteriore) — percorso strutturato per il recupero della deambulazione autonoma
- Riabilitazione post-artroscopia d’anca (FAI, riparazione del labbro)
Come si svolge la prima visita
- Anamnesi approfondita: localizzazione precisa del dolore, attività sportiva, storia di traumi, esami strumentali già effettuati
- Valutazione funzionale: test ortopedici specifici per FAI, patologie tendinee, valutazione della mobilità dell’anca e del controllo del bacino
- Diagnosi differenziale: distinguere un problema articolare da uno tendineo, muscolare, neurologico o riferito dalla lombare
- Analisi del cammino e del carico, elemento centrale per capire come l’anca gestisce il peso corporeo nella vita quotidiana o nello sport
- Primo intervento con indicazioni pratiche immediate
Il mio approccio
- Diagnosi differenziale rigorosa: distinguere un problema articolare (artrosi, FAI) da uno tendineo (glutei, ileopsoas) o neurologico (piriforme, crurale)
- Gestione del dolore e del carico nella fase iniziale
- Recupero di mobilità e forza, con attenzione particolare al controllo del bacino e della catena cinetica anca-ginocchio
- Percorso post-chirurgico strutturato, per chi ha subito un intervento di protesi o artroscopia, con obiettivi progressivi verso l’autonomia completa
Perché scegliermi
Sono il dott. Stefano Diprè, fisioterapista OMPT, iscritto all’albo dei fisioterapisti, con esperienza specifica in riabilitazione ortopedica, traumatologica post-operatoria e sportiva. Ricevo su appuntamento nelle mie sedi di Milano ed è disponibile anche una consulenza fisioterapica online per chi non può spostarsi.
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Domande frequenti
Quanto dura la riabilitazione dopo una protesi d’anca? Il recupero della deambulazione autonoma avviene generalmente entro alcune settimane, ma il percorso completo di recupero di forza e stabilità richiede in genere alcuni mesi.
La coxartrosi si può curare senza intervento? Nelle fasi iniziali e moderate, un programma di esercizio terapeutico mirato può ridurre significativamente il dolore e migliorare la funzione, rallentando la necessità di un intervento chirurgico.
Il dolore all’anca può dipendere dalla schiena? Sì, è molto comune: un problema lombare (ernia, stenosi) può manifestarsi con dolore percepito all’anca o al gluteo. Per questo la valutazione iniziale deve sempre considerare l’intera catena cinetica.
Cos’è il conflitto femoro-acetabolare e chi colpisce più spesso? È un contatto anomalo tra la testa del femore e l’acetabolo durante alcuni movimenti, frequente in giovani sportivi che praticano attività con flessione profonda dell’anca (calcio, danza, hockey). Il trattamento conservativo è spesso la prima scelta.
La pubalgia si risolve solo con il riposo? No, il riposo completo da solo raramente risolve il problema. Un percorso di esercizio terapeutico progressivo mirato al riequilibrio tra muscoli addominali e adduttori è generalmente più efficace nel medio-lungo termine.